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Leonardo Ghiani

Logan: Recensione (senza spoiler)

6 anni ago written by
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È arrivata l’ultima volta per Hugh Jackman, che dopo ben 17 anni e 9 film abbandona i panni del fantastico mutante Wolverine. E con essa la mia recensione del film, come sempre priva di spoiler.

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Logan – The Wolverine è un film che si discosta moltissimo da ciò a cui l’universo degli X-Men ci ha abituato. Mentre nella saga, che sia un film dove Logan ha una storia tutta per sé o faccia parte del gruppo, temi come l’unione, l’amore, l’eterna lotta contro il male prevalgono, in quest’ultimo capitolo dedicato al mutante solitario cambia praticamente tutto. Non c’è l’azione esplosiva, non c’è la freschezza dei personaggi; sono il tema della caducità della vita e dell’umanità a dominare la pellicola.

Compare davanti i nostri occhi un vecchio, stanco e depresso Logan, che divide i suoi ultimi anni tra alcool e lavori “comuni” per tirare a campare e provvedere alla salute dell’ormai anziano Charles Xavier (il -o meglio l’ex- Professor X). Entrambi i personaggi sono vecchi e malati, Logan non guarisce più come prima, il suo fattore rigenerante funziona sempre meno, e Charles è affetto da crisi.

Il regista James Mangold ci pone dunque davanti ai mutanti così come non li abbiamo mai visti, mettendo a nudo il loro lato umano e mostrando le loro debolezze. Emerge quindi la vera personalità di Logan, un uomo stanco di vivere la sua lunghissima vita, tendenzialmente menefreghista verso il resto del mondo, irancondo e scurrile. Perché in questo film l’azione è ben dosata, per condurre lo spettatore al finale con un enorme climax che dura dal primo minuto; ed è azione brutale. Tutta la furia di un vecchio uomo con un lungo e travagliato passato alle spalle su riversa su chiunque sia abbastanza stolto da infastidirlo.

Hugh Jackman e Patrick Stewart, un'ultima volta insieme nei loro iconici ruoli.

Hugh Jackman e Patrick Stewart, un’ultima volta insieme nei loro iconici ruoli.

Come specificato sopra, il film è tutto un crescendo, un viaggio dentro Logan spezzato da esplosioni di rabbia, ma ammorbidito dal tema della famiglia che Wolverine non ha mai riuscito a trovare pienamente, nemmeno negli X-Men. Eh già, perché la giovane Laura (Dafne Keen), mutante “molto simile a Logan” -per citare Charles Xavier- rivelerà al termine della storia il lato più “tenero”, paterno, di Logan.

Non aspettatevi le enormi calamità da affrontare, non aspettatevi il classico “cinecomic”: Logan è qualcosa di più, molto di più. Grazie alle ancora una volta (purtroppo, l’ultima) straordinarie interpretazioni di Hugh Jackman e Patrick Stewart, il film si piazza indubbiamente nei primi posti -se non addirittura il primo- tra gli altri degli X-Men. Il nostro Wolverine lascia il grande schermo con un capolavoro, un risultato eccezionale, toccante, che lascerà il segno nello spettatore.

Voto: 8.5 su 10.

Leonardo Ghiani

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cinema · fumetti · Reviews
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